Una bella storia su dati, licenze, Pubbliche Amministrazioni e persone

Sottotitolo: “Lodi, Lodi, Lodi” (cit.)

Il 28 maggio del 2018 ho scritto un post che mi è piaciuto molto e che mi ha dato molte soddisfazioni “Dove sono gli alberi monumentali d’Italia?”.

Racconto dei dati sull’elenco degli Alberi Monumentali d’Italia, 2407 (e più) “alberi che si contraddistinguono per l’elevato valore biologico ed ecologico, per l’importanza storica, culturale e religiosa che rivestono in determinati contesti territoriali”.
È un articolo in cui descrivo questi dati e le operazioni che ho eseguito per renderli più “puliti” e usabili.
Chiudevo con una nota dolente: erano dati pressoché inutilizzabili perché non erano associati a una licenza che appunto ne consentisse il riuso.

Non è più così: da oggi agli alberi monumentali è associata una licenza, che ne consente il riuso, la CC-BY 4.0!

Cosa mi piace di tutto questo

Ovviamente sono contento del fatto che adesso siano concretamente diventati una risorsa preziosa, perché “lavorabile”. Era come avere un pacco di farina ceci e non poterci fare le panelle, ma c’è un pezzo della storia che ha molto più valore.

È un caso circolare di cura di beni comuni “digitali”:

  • un utente che ne vuole fare uso, si accorge della barriera formale/sostanziale (la forma è sostanza);
  • la cosa viene segnalata in uno spazio istituzionale dedicato, il forum di “AGID + Team per la Trasformazione Digitale”;
  • enti preposti alla valorizzazione si fanno carico del problema, scrivendo alle PA e suggerendo (non imponendo) un modus operandi;
  • la PA che detiene i dati — il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali — si attiva e aggiorna la licenza.

Tra gli obiettivi di onData c’è la spinta per il rilascio con licenza aperta di dati come questi, ma sopratutto quello di alimentare, favorire e spingere la creazione di questi circoli virtuosi. Devo dire che stavolta sono particolarmente orgoglioso, anche perché la creazione di un thread su quel forum sulla segnalazione di “licenze problematiche della PA”, è una mia idea.

Chiudo con due note a cui tengo:

  • questo è un esempio che dimostra che SI PUÒ FARE! La mia sensazione è che – ognuno nel proprio ruolo – si possa fare molto di più, c’è ancora poca partecipazione. È faticoso, ci vuole tempo, ma a questo non ci sono alternative.;
  • grazie a chi si è preso cura della segnalazione e al personale del Ministero che si è attivato, e un grazie personale a Giorgia Lodi (collaboratrice AgID) e Maria Claudia Bodino (Team Digitale).

Andrea Borruso

Geomatico, mi occupo di rilevamento e trattamento informatico di dati relativi alla Terra e all’ambiente, sono uno degli autori delle linee guida Open Data del Comune di Palermo.
Di notte faccio il civic hacker

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