Open Government Forum e Open Data

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Siamo nella fase di chiusura del terzo piano d’azione dell’Open Government Partnership, che termina ufficialmente a giugno 2018. Il rapporto indipendente sullo stato di avanzamento del terzo piano d’azione si può leggere online1 ne consigliamo la lettura.

Il Dipartimento della Funzione Pubblica ha iniziato a lavorare alla stesura del quarto piano d’azione e, in occasione dell’incontro con la società civile dell’incontro l’11 maggio scorso, ha presentato i prossimi passi per l’inizio dei lavori. Ci sembra doveroso riassumere il nostro punto di vista sull’Open Government Forum (o Forum OGP) in merito alle ricadute che ha avuto il piano d’azione nell’ambito degli Open Data.

Ricordiamo che, nel quadro del processo di coinvolgimento al Forum delle organizzazioni della società civile per definire l’agenda italiana dell’Open Government Partnership, abbiamo creato un coordinamento tra alcuni dei partecipanti ai tavoli per aggregare gli obiettivi e le priorità da sottoporre alle amministrazioni e ridurre il costo della partecipazione.

In questo report parleremo di cosa ci aspettavamo da questa partecipazione, cosa abbiamo ottenuto, cosa ci sembra davvero non funzionare, cosa ci sembra utile riprendere ed infine, perché alcuni di noi non parteciperanno più al tavolo Open Data nel Forum OGP, almeno con la metodologia attuale.

Cosa volevamo

Le nostre aspettative iniziali e gli obiettivi di chi ha gestito il Forum OGP erano molto diversi. Nel caso della comunità di Spaghetti Open Data, il presupposto alla partecipazione si può riassumere in: “la partecipazione ha un costo (il tempo che i cittadini vi dedicano) e un beneficio (il miglioramento indotto nella qualità delle decisioni pubbliche). È buona solo se i benefici superano i costi”. In questa tabella abbiamo riassunto alcune di queste aspettative comparate agli obiettivi del Team OGP Italy:

ASPETTATIVE SOCIETÀ CIVILE OBIETTIVI OGP TEAM ITALY

(immaginati guardandoci indietro)

Conoscere i lavori in corso legati agli Open Data (sul recente passato e il presente – giugno 2016) per partecipare in maniera informata e consapevole Raccogliere delle istanze sugli Open Data nella maniera più veloce possibile per inserirle nella bozza di piano d’azione già predisposta e porla in consultazione pubblica
Lavorare al terzo piano d’azione, iniziando dai materiali inviati dai partecipanti nella fase di iscrizione ai tavoli e proseguire in maniera collaborativa Aggregare le istanze secondo una metodologia interna al team e rispondere alle richieste della società civile soltanto alla fine della consultazione sul piano d’azione
Co-progettare delle modalità migliori per la governance degli Open Data e inserirne alcune come azioni nel piano (anche per testarle) Consultare la società civile, dando molta evidenza alla partecipazione della società civile, in un percorso di miglioramento rispetto alle modalità di gestione del precedente piano d’azione
Ricevere risposte alle questioni aperte in maniera pubblica e rendicontabile, secondo tempistiche di buon senso Non è necessario un processo interno di rendicontazione sulle richieste provenienti dalla società civile (è la singola istituzione che decide tempi e modi per gestire le richieste inoltrate)

Cosa abbiamo ottenuto

Sul fronte metodologico, partecipare al Forum ci ha fatto sperimentare una nuova forma di rendicontazione verso le comunità e i membri delle associazioni di cui facciamo parte. Abbiamo condiviso i verbali relativi agli incontri (sia quelli in plenaria che i tavoli a cui abbiamo partecipato) e li abbiamo scritti in maniera collettiva: in questo modo siamo riusciti a tenere una traccia del percorso (posizioni, obiettivi, impegni presi, etc…) e a comunicare all’esterno quello che è accaduto nelle varie fasi, facendo riferimento ai materiali condivisi per chi volesse approfondire.

Purtroppo, partecipando al Forum non siamo riusciti ad ottenere molto sul fronte degli Open Data. Probabilmente ha pesato la mancanza della condivisione iniziale di un quadro completo dei lavori in corso sugli Open Data, specialmente nella fase di stesura e di consultazione del piano d’azione. Le proposte che abbiamo inviato nella fase di preparazione del piano sono state raggruppate in una sola azione, l’azione 1 (Agenda Nazionale partecipata per la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico)2. Le prime risposte in merito ai punti aperti (necessari per capire il contesto dei lavori in corso) le abbiamo avute tra l’ottobre e il novembre 2016 (pur avendole chieste nel giugno 2016). Le risposte finali sono arrivate ad aprile 2017, con la pubblicazione del rapporto annuale sulla disponibilità di banche dati pubbliche in formato aperto e del paniere dinamico di dataset3.

Il resto delle azioni relative agli Open Data presenti nel piano erano azioni proposte dalla pubblica amministrazione: alcune sono state portate a termine (a livello locale), in generale sono state realizzate solo parzialmente.

Cosa non funziona

Riteniamo utile citare un passaggio del rapporto di monitoraggio indipendente, dalla sezione sull’andamento delle azioni relative agli Open Data (a pagina 60)4:

“Gli stakeholder suggeriscono che, sulla base dei risultati limitati ottenuti nella diffusione dei dati attraverso l’attuale Agenda Digitale, si dovrebbe fare di più per ottenere risultati pratici risolvendo i problemi di alcuni settori. Ad esempio, l’AgID ha bisogno di maggiore autorità legale per imporre alle altre agenzie l’obbligo di pubblicare i loro dati come richiesto dalla società civile. Inoltre, il Governo è tenuto a monitorare ufficialmente le richieste di dataset pubblici da parte dei cittadini, registrando le risposte delle agenzie su quando e come saranno fornite le informazioni. Il Governo e il team OGP dovrebbero monitorare con particolare attenzione gli sforzi delle istituzioni responsabili per garantire la tempestività dei lavori. Gli stakeholder suggeriscono inoltre di analizzare gli ostacoli che impediscono la diffusione dei dati e di affrontare direttamente questi problemi, anziché elencare obiettivi ambiziosi riguardo alle tipologie di dataset da rendere aperti.”

Ci riconosciamo perfettamente nei suggerimenti proposti. La partecipazione al Forum oggi rappresenta una consultazione dei lavori che nascono all’interno delle istituzioni, almeno per quanto riguarda l’Open Data. Una consultazione costruita completamente sul lato dell’offerta, dove la domanda manca totalmente.

La complessità e la frammentazione della governance sugli Open Data, l’arrivo del Team per la Trasformazione Digitale e la pubblicazione del Piano Triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione: ecco gli elementi che hanno svuotato di credibilità il tavolo Open Data del Forum OGP. Questo è stato il motivo principale che ha determinato la diminuzione continua di partecipazione al tavolo in questione.

Il Piano Triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione, l’andamento della pubblicazione dell’elenco delle basi di dati chiave e gli strumenti relativi alla governance della pubblicazione degli Open Data sono gestiti dal Team per la Trasformazione Digitale. I luoghi dove partecipare e dove farsi portavoce delle istanze della società civile sugli Open Data sono i canali presidiati dal Team, canali pubblici già multi-stakeholder. Operano secondo delle modalità che supportano una miglior partecipazione, puntuale e focalizzata su questioni ben precise e permettono di rispondere alle aspettative della società civile in maniera migliore rispetto agli approcci adottati dai tavoli del Forum.

La metodologia applicata dal Forum OGP ha scelto di puntare molto sul lavoro in presenza per dare evidenza agli incontri semestrali in plenaria, e non sfrutta in maniera adeguata – e progettuale – le potenzialità del digitale. Ad esempio, il materiale propedeutico alla stesura del quarto piano d’azione poteva essere condiviso da tempo nel sito open.gov.it, in modo tale da capirne la natura e favorirne il commento e l’integrazione, tenendo conto del lavoro in corso sul Piano Triennale e sui filoni di finanziamento dei vari PON (a partire dal PON Governance).

Riteniamo auspicabile la stesura di un verbale ufficiale di tutti gli incontri, sia di quelli in plenaria, che dei tavoli di lavoro, redatto dal personale del Dipartimento della Funzione Pubblica, da condividere per integrazioni e commenti ai partecipanti di quegli stessi incontri. Aiuterebbe a ridurre il costo della partecipazione da parte degli attori della società civile. Nello stesso tempo, ci sembra il naturale proseguimento del principio di ‘pubblicità dei lavori’ adottato dal Forum stesso5.

Cosa riteniamo utile

Crediamo sia ancora valida la proposta condivisa che abbiamo fatto a giugno 2017, a metà dello sviluppo dello scorso piano d’azione6. Non è cambiata la necessità di un’azione che si ponga come obiettivo il facilitare il recupero di dati utili a far crescere progetti civici. Serve ottimizzare e razionalizzare le richieste della società civile attraverso l’attivazione di un unico canale di interazione società civile-PA, gestito dal Dipartimento della Funzione Pubblica, anche attraverso l’uso degli strumenti che il Team per la Trasformazione Digitale sceglierà di mettere a disposizione. Serve un canale che rimanga sempre aperto, al di là delle consultazioni relative ai dati che le istituzioni possono organizzare e dell’aggiornamento annuale dell’agenda nazionale per la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico.

Potrebbe essere un modo per ridurre il costo della partecipazione per altri attori della società civile e aiuterebbe a non concentrarsi più soltanto sullo stallo della governance della pubblicazione del patrimonio informativo pubblico in Open Data (e quindi sull’offerta), ma sulla domanda.

Perché non parteciperemo al tavolo Open Data nel quarto piano d’azione

sezione sottoscritta da:

Spaghetti Open Data
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Ondata
Open Genova
Open Knowledge Italy

La stesura del piano d’azione dell’Open Government Partnership è un processo amministrativo. Dal punto di vista istituzionale, si tratta di inserire delle azioni che si è in grado di realizzare e di farlo con un processo di rendicontazione pubblico, consultandosi con i portatori di interesse e la società civile, secondo delle modalità ben precise (che sono effettivamente migliorate nel tempo). Rispetto a questo contesto, ci sembra di non essere in grado di proporre azioni e contributi efficaci. Le ragioni sono soprattutto due. La prima è che i tempi sono troppo stretti per temi che richiedono riflessioni profonde, soprattutto per persone che, come noi, vi partecipano a titolo volontario, nel tempo lasciato libero dal lavoro e dalla vita privata. Avevamo già fatto questa osservazione ai tempi del terzo piano, nel 2016, e spiace constatare che non sia stata recepita. La seconda è la mancata condivisione di un quadro che aiuti la società civile ad essere aggiornata sulle diverse attività in corso sugli Open Data.

Le aspettative della società civile che rappresentiamo si trovano in un piano completamente diverso da quello del processo amministrativo di OGP. In questo momento, il tavolo Open Data all’interno del Forum ci sembra una ridondanza amministrativa scollegata dai processi decisionali e dagli sforzi nati dal lavoro del Team per la Trasformazione Digitale. Non riteniamo utile partecipare a questo tavolo e ci dispiace vedere la mancanza di una collaborazione più costruttiva tra settori diversi della pubblica amministrazione. Non essere più seduti al tavolo non implica che smetteremo di esercitare il monitoraggio civico sulla governance degli Open Data nelle sedi e nei luoghi che riterremo più opportuni, anche sul lavoro che farà questo stesso tavolo in futuro. Significa soltanto che il costo della partecipazione non viene coperto da sufficienti benefici e che continueremo ad essere cittadini attivi altrove, con la consapevolezza maturata nel corso della partecipazione al tavolo Open Data all’interno del terzo piano d’azione.

La nota di OnData

Riteniamo che riuscire a costruire una chiara governance a riguardo degli Open Data sia fondamentale per il futuro stesso dei dati aperti. Che vogliamo possano diventare qualcosa di “normale” all’interno degli Enti Pubblici. Siamo convinti che solo così possano materializzarsi nuove opportunità per il Paese e per la democrazia, ed è proprio per questo che OnData non potrà non continuare  a fornire idee e a fare proposte su questo tema.

Redazione Ondata

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Associazione per la Promozione della Trasparenza e della cultura dei dati attraverso le competenze digitali e il giornalismo investigativo.

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